Acufenometria cos'è?

Circa il 15% della popolazione mondiale soffre di acufene, la maggior parte dichiara di avere un “tinnito normale”, ovvero transiente ( che dura meno di un minuto ). Può essere influenzato da fattori esterni, quali l’esposizione al rumore, lo stress, la stanchezza. Si stima che il 70-80% dei pazienti acufenici sono sottoposti ad esami soggettivi come l’esame audiometrico tonale, l’acufenometria  e altri esami oggettivi come i potenziali evocati uditivi del tronco encefalico.

L’acufenometria è una metodica soggettiva che mira a stabilire dei parametri  riguardanti l’acufene. Questa comprende la misurazione del timbro (frequenza), l’accoppiamento della loudness (intensità), il livello minimo di mascheramento e il test d’inibizione residua.La maggior parte dei pazienti acufenici presenta un calo uditivo che varia di entità a entità a seconda del caso, questo perché il Sistema Nervoso Centrale  reagisce alla mancanza di stimolazione neurale dell’orecchio aumentando il proprio livello di attenzione nei confronti dei segnali uditivi che lo raggiungono e, aumenta la sua consapevolezza verso i suoni dall’attività anomala del sistema.

L’insorgenza dell’acufene ha dato una serie di teorie

Diminuzione della funzione inibitoria delle cellule ciliate esterne

Aumento della plasticità cerebrale

Disfunzionalità dei gangli di base o del nucleo reticolare talarico

Input provenienti dal sistema somatosensoriale

Ritmo normale dell’ VIII paio di nervi cranici ( nervo acustico)

Alterazioni della articolazione temporo mandibolare (ATM)

Tappo di cerume, otiti ricorrenti

L’acufene può essere classificato in soggettivo per il 95% dei casi, il suono viene percepito esclusivamente dal paziente e ciò rende difficile individuare la causa del disturbo, e oggettivo per il restante 5% in questo caso il paziente sarà l’unico a percepire l’acufene e può essere avvertito mediante uno stetoscopio posizionato nell’orecchio della persona.

L’acufenometria è suddivisa in più passaggi:

Misurazione del timbro, se c’è differenza fra orecchio dx e sx, l’orecchio sottoposto a test è quello contro laterale rispetto all’acufene più forte e se non c’è differenza l’orecchio sottoposto è quello in cui avverte il suono fantasma

Accoppiamento della loudness, il livello sonoro si adatta in forma crescente, il suono utilizzato per la maggior parte dei casi è NBN o un Tono Puro continuo

Livelli Minimi di Mascheramento (MML), si utilizza per determinare il livello più basso con cui il rumore, a banda stretta o larga, riesce a mascherare il tinnito. L’orecchio sottoposto ad esame di solito è quello che presenta l’acufene più forte; il livello minimo di mascheramento può essere parziale o total, se dopo la stimolazione l’acufene avvertito più forte viene registrato come “esarcebazione dell’acufene”

Test d’inibizone residua, una volta definito il MML si aggiungono 10 dB, sulla frequenza stabilita si invia una stimolazione sonora con la durata di un minuto, una volta terminata, si chiede al paziente come avverte il suo acufene, può aumentare, diminuire e sparire.

Grazie all’audiometro clinico Astera in nostro possesso è possibile ricercare con semplicità e affidabilità i passaggi utili sopra elencati per definire il vostro acufene, questo perché l’audiometro è dotato di un particolare paio di cuffie che permette di trovare la frequenza più acuta possibile, ossia,  16000Hz