Audiometria tonale liminare

L’audiometria tonale liminare studia il comportamento della funzione uditiva utilizzando stimoli di intensità “liminare”, in grado cioè di provocare, per ogni frequenza, la più piccola sensazione sonora. La ricerca della soglia uditiva viene eseguita sia per via aerea sia per via ossea, con l’impiego di toni puri ( toni a contenuto di armoniche praticamente nullo ) emessi da un audiometro.

Il decibel non è un unità di misura assoluta, ma esprime il rapporto logaritmico esistente fra la pressione di un suono e la pressione di un valore di base assunto come valore di riferimento che è pari a 0,0002 dine/cm2 e corrisponde all’incirca alle intensità della soglia per ascolto binaurale in campo libero sulla frequenza di 1000 Hz .L’orecchio non ha uguale sensibilità per le frequenze del campo tonale: la sua sensibilità è massima per i toni intermedi, mentre diminuisce sia per i toni gravi sia per i toni acuti. Le curve isofoniche rappresentano la pressione che suoni di diversa frequenza debbono possedere per produrre la stessa sensazione soggettiva di intensità, la cui unità non è più fisica ma psico-fisica detta phon.

Valutazione dell’adattamento uditivo

per adattamento uditivo s’intende la diminuzione della sensibilità uditiva che si instaura durante una stimolazione sonora prolungata e cessa al termine della stimolazione stessa.

Nella pratica clinica trovano utile applicazione i metodi basati sulla ricerca del tempo di esaurimento della sensazione sonora a livello di soglia, il Carhart Tone Decay test, nella sua tecnica originale, proposta da Carhart, o nella sua più semplice esecuzione di Rosenberg.

Secondo la teoria di Rosenberg il tempo di esaurimento della sensazione sonora, a livello di soglia, viene di solito ricercato sulle frequenze 2048 e 4096 Hz. Si invia al paziente il tono con intensità pari al valore di soglia per la frequenza esaminata e lo si invita a segnalare il momento in cui il tono non viene più percepito, si aumenta di 5 db l’intensità e questi aumenti saranno ripetuti tutte le volte che il paziente denuncerà la mancata percezione del tono. Dopo 60 sec dall’inizio della prova si calcola l’aumento in dB impiegato per rendere sempre udibile il tono.Un soggetto normale è in grado di percepire il tono per 60 sec senza l’impiego di alcun incremento di intensità, al massimo 1 o 2 incrementi.Incrementi complessivi di 10-25 dB sono osservabili nelle ipoacusie recettive cocleari; incrementi superiori ai 30 dB si riscontrano delle ipoacusie retro-cocleari.

Valutazione della fatica uditiva

per fatica uditiva s’intende la diminuzione della sensibilità uditiva che persiste per un certo periodo di tempo dopo il termine di una stimolazione sonora prolungata. Essa viene valutata attraverso l’aumento temporaneo di soglia, per una o più frequenze del campo tonale ( Temporary Threshold Shift ), prodotto dalla esposizione ad un tono puro per un certo periodo di tempo.